Terra Santa
Nelle ultime settimane se ne fa un gran parlare. Dal raid israeliano del 30 luglio su Beirut – con l’uccisione del numero due di Hezbollah Fuad Shukr, considerato da Israele «responsabile della strage dei bambini di Majdal Shams nel Golan» – e dall’attentato a Teheran, il giorno successivo, che ha provocato la morte di Ismail Haniyeh, capo di Hamas, se ne parla ancora di più.
Terra Santa
Il 2025 si profila come un anno decisivo per la sicurezza globale. Entro la fine dell’anno scadrà formalmente l’accordo sul nucleare iraniano, conosciuto come Piano d’azione globale congiunto (Joint Comprehensive Plan of Action – Jcpoa), firmato nel 2015. Nonostante il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo nel 2018, ai tempi del primo mandato presidenziale di Donald Trump, il Jcpoa è rimasto in vita grazie agli sforzi diplomatici di altri firmatari, tra cui l’Unione europea. Ma ora? Con l’approssimarsi della scadenza dei termini, le incertezze e le sfide sono molteplici.